Ott
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>> mi sento "abbastanza" felice
Leggete questo articolo. E sfiorate la “banalità del vivere” come già diceva qualche scrittore.
E scoprite come per forza di cose, i cosiddetti giovani sono costretti a trovare nel cosiddetto “privato” le ragioni di felicità (o quelle per essere “abbastanza” felici). Istruiti, competenti e realisti a sufficenza per affezionarsi all’unica alternativa possibile (il “privato-presente”) in un constesto che non offre nessun tipo di prospettiva o progetto anche solo a media scadenza.
Ci dobbiamo davvero accontentare così?