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Sulla spina dorsale dell’Italia
Anni fa, rimasi folgorato dalla lettura di una serie di articoli scritti da Paolo Rumiz su Repubblica: Appennino Cuore Segreto. Il buon giornalista si era imbarcato su una Topolino degli anni ‘30, deciso a percorrere l’Italia da un capo all’altro, dalla Liguria alla Calabria. Il motto principale del viaggio era “mai una strada diritta”, per cui il racconto si snoda su tornanti tortuosi, per strade secondarie, dimenticate dalla viabilità veloce che di norma siamo costretti a sfruttare.
Così, durante la solita transumanza che mi porta a Sud per più di qualche settimana ogni estate, approffittai di quegli articoli per rubarne qualche chilometro di percorso. E da Pistoia al Gran Sasso, dall’Aquila al Matese mi infilai anche io in quel turbine di curve che cercano di percorrere le nocche delle vertebre della penisola. E fu un’esperienza straniante: capii davvero che esiste un Italia antica, che trasmette il senso del tempo che ci separe dai popoli primigenii, scaturiti dalle spaccature degli Appennini. Ad ogni svolta una chiesa di più di mille anni, ad ogni passo scollinato una valle incantata. Ad ogni valle, accanto al gran sasso, o nel matese, ti aspettavi di veder spuntare dietro alle rovine Brancaleone e i suoi sbandati. E non voglio, non riesco a parlare dei paesaggi sconfinati che si aprivano davanti a noi ogni volta che ci si sedeva a tavola…delle persone che abbiamo incotrato, del senso di secoli che sta aggrappato alle loro facce
Fatelo. Partite anche voi per questo viaggio nel tempo. Staccatevi per una volta dai 130 all’ora e afferrate stretto il volante, che vi servirà
Mai più una strada diritta.


Scanno - Donne in costume tradizionale
Il mio itinerario: Pistoia - Fonti del Clitumno - Terni - Cascate delle Marmore - Rieti - S. Stefanio di Sessanio - Rocca Calascio - Pacentro - S. Agata dei Goti
Chiunque abbia affondato i tacchetti nello sconnesso manto del Cibali non scorderà mai l’odore di una Colombo od il rumore della bandierina che si alzava sferzata da un uomo piccolo di statura ma dal grande cuore.
Stasera frugavo in mezzo alle cose di un recente trasloco… ho trovato il mio vecchio flauto. Naturali nella testa ed inciampanti nelle dita sono uscite le due melodie che si intrecciano in questo meraviglioso pezzo di Alexander Borodin, uno di quei riusciti esempi di musica evocativa e descrittiva, come lo sono le Stagioni di Vivaldi (anche se qui siamo lontani nel tempo e nello spazio).
Per fortuna che ho trovato il pezzo su YouTube, sarei stato schiavo di queste due catene di note per tutta la notte… vagante ramingo per le steppe dell’asia centrale
>> NatGeoOnTumblr
Dici National Geographic e hai detto tutto… sbarcano su Tumblr con una meravigliosa collezione di foto!
Stamattina parlavano di lei alla “mia radio“… così nella giornata della donna mi sembra giusto dedicare un post ad Alfonsina Strada (nata Morini), una di quelle donne che hanno segnato il solco per tutte quelle che son venute dopo e verranno.
Una vita spesa a conquistare lo spazio di uguaglianza (siamo nei primi anni dello scorso secolo!) in uno degli ambiti più maschilisti… una donna che voleva fare sport… peggio ancora in bicicletta!
Chi vuol leggere la sua storia trova una bella pagina qui
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.
Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto
alberi case colli per l’inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n’andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.
Eugenio Montale, Ossi di Seppia, 1925
Ogni tanto mi ritornano in mente questi fra i pochissimi versi che cerco di tenere a memoria…
è un modo per non ritrovarsi fra coloro “che non si voltano”, e non scordarsi di alimentare sempre il proprio “segreto”.
>> slinky springs to fame
Il bell’articolo di Domus che linko sopra è un interessante discussione con il creatore di questo ponte come dire… un po’ tra lo scanzonato ed il provocatorio… una riflessione sul rapporto tra arte ed architettura (nota: le immagini nell’articolo si animano quando ci si mette sopra il mouse)
(…) È una questione interessante perché la nozione culturale dell’architettura sta forse nell’idea che l’architettura esprima qualcosa in più del semplice valore d’uso. È quel che si potrebbe definire la differenza tra fare architettura e costruire.
Esattamente, ed è quel che si dovrebbe fare.
>> la processione danzante
Che il nostro avesse un futuro in Lussemburgo, lo si cominciava a sospettare da tempo.
(cfr qui)
Lettera a Babbo Natale
Caro Babbo Natale,
sono xyz,
se non mi piacciono le altre cose a me mi piacciono le altre cose che mi piacciono
(dettata da un cucciolo di tre anni che conosco)
Babbo Natale, nella sua proverbiale saggezza, è avvertito
12:12:12 12/12/12
acci… ieri a pranzo mi son dimenticato di fermarmi un (preciso) secondo a fotografare l’orologio!
e quell’esatto secondo non tornerà mai più, lasciandoci qui soli, con un singhiozzo di angoscia e disperazione
